Dati alla mano, anche con la migliore tecnologia disponibile, il riscaldamento a legna ha emissioni in atmosfera molto superiori a quelle del riscaldamento a metano, a gpl ed addirittura del riscaldamento a gasolio. I dati:

Fattori di emissione utilizzati in INEMAR (2008)

PM10 g/GJ
NOx g/GJ
COV g/GJ
SO2 g/GJ
CO g/GJ
CO2 fossile kg/GJ
Camino aperto tradizionale
500
100
2800
13
5600
Stufa tradizionale a legna
250
100
1100
13
5600
Camino chiuso o inserto
250
100
1100
13
5600
Stufa o caldaia innovativa
150
60
550
13
2300
Stufa automatica a pellet o cippato o BAT* legna
70
100
110
13
1100
Sistema BAT* pellet
30
60
60
13
620
Metano
0.2
38
5.0
0.5
25.0
55
Gasolio
5.0
60
3.0
100
20
74
GPL
0.2
60
2.0
10
64

*: BAT – Best Available Technologhy, migliore tecnologia disponibile

(Fonte: www.inemar.eu)

Ricordate la vecchia pubblicità  “Il metano ti da una mano”? Avevano ragione! Il metano è un combustibile pulito.

Comunque venga bruciata la legna, nel caminetto, nella stufa a pellet o cippato, la tabella riporta che le emissioni di polveri sottili in atmosfera sono molto più elevate di quelle che si hanno con sistemi di riscaldamento a metano o gpl. Addirittura emissioni superiori agli impianti a gasolio.

Un solo caminetto genera un inquinamento da polveri sottili pm10 che è paragonabile a quello che sarebbe prodotto da 2500 caldaie a metano messe insieme. Una singola stufa a pellet invece produce pm10 paragonabili a 350 caldaie a metano, meno rispetto ai caminetti ma comunque altissimo.
Immaginate che colore avrebbe l’aria se ognuno installasse a casa un caminetto o una stufetta a pellet!!!! Tutto ciò senza considerare la produzione di altri inquinanti.

La combustione della legna/biomassa produce molti più composti organici e ossidi d’azoto che sono estremamente irritanti e dannosi per la salute ed emette quantità spaventose di particolato e monossido di carbonio. In confronto, il gasolio ha la sfortuna di essere un combustibile fossile e quindi di contenere zolfo che causa la produzione di anidride solforosa. Se gli impianti a gasolio fossero convertiti per l’uso di combustibili oleosi di origine vegetale come il biodiesel o l’olio di semi, l’assenza di zolfo garantirebbe una notevole riduzione di emissioni di anidride solforosa.

Occorre notare che la tabella riporta i valori per apparati a legna che sono dotati della migliore tecnologia disponibile, ed ovviamente mantenuti in eccellenti condizioni d’esercizio. Questo significa stufe con filtri, camere di combustione speciali, sonde, centraline elettroniche che misurano e regolano i parametri della combustione, etc. Però “migliore tecnologia = costo molto alto” in contrasto con il fatto che chi decide d’installare un impianto a pellet lo fa principalmente per risparmiare.
Chi compra una stufa a pellet, difficilmente si orienta verso un prodotto costoso. Nella mia esperienza, parlando con decine di persone che si riscaldano col pellet, il costo d’acquisto della stufa si aggira tra 700€ e 1500€. Si tratta di stufe semplici senza alcun sistema per la riduzione delle emissione. Con stufe di questo tipo i livelli di emissione sono simili a quelle a legna.

Una nota antipatica che emerge discutendo con la gente è che la motivazione che spinge le persone ad acquistare stufe a pellet è che credono di ridurre cospicuamente la spesa energetica, sia come costo di esercizio, sia come costo iniziale dell’impianto, ma si sbagliano, perché, è vero che il pellet è un combustibile un po’ più economico del metano ma nell’esercizio dell’impianto non si risparmia significativamente (vedi qui un paragone dei costi). A pagare le spese di chi vuole risparmiare sono gli abitanti che vivono nelle vicinanze di chi usa la legna e lo fanno al costo di aria pulita che avrebbero il diritto di respirare.

A migliorare la situazione, non giovano le campagne che fanno i produttori di pellet e stufe a pellet che pubblicizzano i loro prodotti come se fossero prodotti ecologici.
Le stufe a pellet andrebbero installate solo dove non è possibile fare uso del metano come ad esempio in montagna e dopo aver valutato l’impossibilità di altre soluzioni di riscaldamento più ecologiche.

Soluzioni alternative ed ecologiche esistono: impianti a biodiesel, olio vegetale, metanolo, etc. Dove possibile si può installare il solare termico abbinato o meno a pompe di calore.

Sono impianti più complessi con costi iniziali maggiori.
Forse non saranno competitivi nell’esercizio come il pellet, ma risparmiare inquinando e danneggiando il prossimo sono capaci tutti.

 

Domande frequenti

A causa di questo post, ho ricevuto diverse email. E’necessario allora un riepilogo delle domande e delle contestazioni più frequenti che ho ricevuto.

 

Come hai realizzato la tabella con le emissioni inquinanti che hai riportato nell’articolo?
Non sono stato io a redarla, ho citato la fonte in calce alla tabella. Essa riporta i valori usati per il calcolo dei fattori di emissioni in Inemar del 2008. L’ho riportata per dare un’idea dell’ordine di grandezza delle emissioni inquinati da combustione delle biomasse e paragonarle a quelle degli altri combustibili usati per il riscaldamento. Se volete altri dati, vi basta googlare o fare riferimento alla letteratura del settore. Troverete molti riferimenti riportati nella tesi dell’Ing.S.Galante.

 

Il particolato della combustione della legna è un prodotto naturale e non è dannoso alla salute come quello del gasolio.

Falso! Studi hanno dimostrato come la concentrazione di IPA (idrocarburi policiclici aromatici, considerati fra le principali sostanze cancerogene) sia molto superiore a quella presente nel gasolio quando la combustione della legna è al di fuori dei parametri di combustione ottimali. Vedi questo studio capitolo 1.2.2.
Uno studio svizzero(Klippel e Nussbaumer) ha comparato la tossicità ed il potere mutageno su cellule polmonari in vitro con le polveri provenienti da un auto diesel e da una stufa. Si è riscontrato che, a parità di concentrazioni di polveri, in caso di combustione perfetta e completa le polveri della stufa avevano una tossicità 5 volte inferiore del diesel. Mentre in caso di combustione incompleta risultavano essere 15 volte più tossiche del diesel e con una concentrazione di IPA 20 volte maggiore. Vedi qui a pag10.
La tossicità è stata studiata a parità di concentrazioni di polveri ma, dato che una stufa a biomassa, anche nelle migliori ipotesi di combustione, emette quantità molto maggiori di particolato è logico aspettarsi che l’uso della legna per il riscaldamento abbia conseguenze tossiche sulla qualità dell’aria. Infatti è stato stimato che il 65% degli IPA immessi in atmosfera sia dovuto ai riscaldamenti domestici da biomassa, mentre il traffico veicolare incide solo per il 2,6% (leggi quest’articolo sul benzo(a)pirene)!

 

Se il pellet è così inquinante, perché ci sono stati incentivi statali per il suo impiego?

Non sono in grado di rispondere, non conosco le motivazioni politiche alla base di tale scelta. Posso solo fare congetture. La prima è quella di una minore dipendenza energetica dai paesi fornitori di metano e combustibili fossili, la seconda è che essendo la legna un combustibile con contributo nullo alle emissioni di CO2 fossile in atmosfera, sia stata una scappatoia per rimanere all’interno degli obbiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra stabiliti dal protocollo di Kyoto senza effettuare grossi investimenti in tecnologie, anche se ciò avrà in futuro un costo in termini di salute pubblica. L’Italia ha ratificato il protocollo di Kyoto a giugno 2002 e a partire dal 2003 si è registrato un incremento delle emissioni di polveri da pellet e legna. (su questo sito i riferimenti ai dati storici sulle emissioni)
Paesi, come gli USA, che non hanno aderito a Kyoto, hanno continuato a dare informazioni sulla nocività dei fumi della legna (ad esempio vedi il sito dell’EPA).
Tuttavia, anche il particolato prodotto dalla combustione di legna ha effetti nell’alterare il clima, forse non è ancora considerato sotto questo punto di vista.

 

Le emissioni delle stufe a pellet prodotte e commercializzate dalla nostra ditta sono nei limiti di legge.

Mi fa piacere. Nessuno ha scritto che la legna è illegale. Però sono dei limiti molto più alti di quelli previsti per altri sistemi di riscaldamento.